1901-1926: la giovinezza e la formazione

Ottemi Della Rotta nacque a Concordia sulla Secchia il 9/11/1901 da Emanuele Della Rotta e Angelina Barbieri. Trascorse la sua infanzia e la sua adolescenza nel modenese e partì per la leva militare nel 1920. Una volta tornato, completò la sua formazione presso l'Accademia delle Belle Arti di Modena e, nel 1926, si trasferì a Milano con la madre e la sorella maggiore Noemi, dove si stabilì in via Cucchiari. Venne subito assunto nello studio di Mauro Pellicioli, uno dei più noti restauratori di opere d'arte del tempo, che accoglieva alla sua bottega numerosi apprendisti italiani e stranieri.

1926-1936: i primi anni a Milano

Lavorò da Pellicioli per un decennio, collaborando alla realizzazione di importanti opere di restauro, tra cui spicca il lavoro al Cenacolo di Leonardo.
Durante questa fase, si mantenne economicamente anche grazie ad una intensa attività ritrattistica, attraverso la quale espresse al meglio il suo talento pittorico, che coltivò per tutta la vita parallelamente alla professione di restauratore.
Nel 1936 sposò Maria Rovani e, nello stesso anno, nacque la loro prima figlia, Annamaria. Maria non fu solo la sua compagna di vita, ma rappresentò anche un supporto pratico nel lavoro.

1936-1948: l'inizio dell'attività in proprio

Tra il '36 e il '37 lasciò lo studio di Pellicioli per proseguire la professione di restauratore in proprio. Intensificò l'utilizzo del suo salone di via Cucchiari e avviò una fervida e duratura collaborazione con la Soprintendenza di Milano, grazie soprattutto al rapporto di amicizia e stima instaurato con Fernanda Wittgens, figura di spicco nella cultura milanese dell'epoca e prima direttrice donna della Pinacoteca di Brera. 
Nel 1939 nacque la secondogenita Emanuelita. Con l'avvento della Seconda Guerra Mondiale, Della Rotta ricoprì un ruolo chiave nel mettere in sicurezza le preziose opere artistiche contenute nelle chiese milanesi e in varie sedi lombarde.
Nel 1948 trasferì il suo studio in Galleria San Babila 4/C, inaugurando una nuova e florida fase professionale a livello nazionale ed internazionale.

1948-1960: gli anni dell'affermazione

L'attività nel nuovo studio lo vide impegnato nel restauro di importanti collezioni di privati. Nel 1954 si trasferì con la famiglia in piazza Sant'Ambrogio. Negli anni Cinquanta si collocarono fondamentali lavori di restauro. Tra il maggio del 1955 e il marzo del 1956 operò nella Sala delle Asse leonardesca presso il Castello Sforzesco di Milano. Nello stesso periodo fu chiamato dalla Soprintendenza di Palermo per restaurare le opere di Antonello da Messina. In quell'occasione scoprì due nuovi dipinti dello stesso artista che erano rimasti celati all'interno dei depositi della chiesa in cui Della Rotta stava lavorando. Inoltre, fu chiamato dal principe di Monaco  Ranieri III per il restauro della magnifica Sala del Trono presso il Palazzo dei Principi, in occasione dell'imminente matrimonio di Ranieri con Grace Kelly.

1960-1973: la piena maturità

Negli anni Sessanta nacquero i nipoti Ilaria, Cristiana e Lorenzo. Tra i lavori più significativi del decennio, molti vennero realizzati nelle chiese di Milano: il restauro in due tempi degli affreschi del Luini nella Chiesa di San Maurizio, oggi considerata la "Cappella Sistina di Milano", il lavoro alle Pale della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, i restauri presso la Certosa di Garegnano e quelli nella quattrocentesca Chiesa di San Pietro in Gessate. All'inizio degli anni Settanta realizzò un importante lavoro di restauro a Cantù presso la Basilica di Galliano fondata nel 1007, uno dei più noti monumenti che testimoniano il formarsi dello stile romanico in Italia. Concluse la carriera presso il Vaticano, restaurando le sale decorate dal Pinturicchio. Venne a mancare il 31 marzo del 1973. Nello stesso anno, papa Paolo VI gli riconobbe il prestigioso titolo di Commendatore dell'Ordine di San Gregorio Magno, che fu ritirato a Roma dalla moglie e dalle figlie.